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In edilizia irregolare il 93% delle imprese

Il 93,4% di oltre 4.200 imprese edili su cui l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) ha acceso i fari, è risultata irregolare. Nel 2022, su 10.500 cantieri visitati, ne sono stati scovati 8.648 «fuori norma». E sono state riscontrate 15.400 violazioni, per un totale dell’82% delle sedi.

«Situazione non idilliaca» nell’edilizia, frutto dell’uso (massiccio) del Superbonus 110% per le ristrutturazioni all’insegna dell’efficientamento energetico: il 93,4% di oltre 4.200 imprese di grandi, medie e piccole dimensioni su cui l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) ha acceso i fari, è risultata irregolare. Ma è l’intero comparto delle costruzioni a restituire un quadro «non ottimale» riguardo all’osservanza delle regole sulla salute e sulla sicurezza degli occupati, giacché nel 2022, su 10.500 cantieri visitati, ne sono stati scovati 8.648 «fuori norma». E sono state riscontrate 15.400 violazioni, per un totale dell’82% delle sedi che, a vario titolo, operavano senza rispettare la legge. È lo scenario illustrato dal direttore dell’Ispettorato Paolo Pennesi, nel corso della XIII Giornata nazionale per la sicurezza nei cantieri promossa da Federarchitetti Roma, mettendo in risalto anche qual è la natura delle irregolarità trovate, partendo dal 24% delle violazioni che «afferiscono alla valutazione dei rischi, quindi alla pianificazione» mentre, a seguire, nel 10% dei casi, alla formazione-informazione dei lavoratori e per il 5% agli obblighi dei coordinatori e dei committenti. «Tutto il resto», ha scandito il vertice dell’organismo, continua a rientrare nel perimetro della «violazione degli obblighi noti quando esisteva solo il Dpr 164 del 1956» e, cioè, di «tutte le norme tecniche specifiche che riguardano il mondo dell’edilizia».

Secondo Pennesi, infatti, si rileva sì l’osservanza, ad esempio, del meccanismo previsto dalla legge 626 del 1994, così come di altre normative sui cantieri temporanei e mobili e, a seguire, del decreto legislativo 81 del 2008, però, ha scandito, «se lo zoccolo duro continua ad essere costituito da quelle singole violazioni», ossia se si è in presenza, tra l’altro, di «un ponteggio non ancorato, o la viabilità di cantiere non esiste, oppure le difese delle aperture non sono correttamente collocate, ci rendiamo conto che, probabilmente, bisogna fare molto, ma molto di più di quello che non s’è fatto fino ad oggi», ha proseguito, evidenziando come spetti alla politica adottare le giuste misure. Il «nodo» della sicurezza dei lavoratori impiegati nelle attività legate al Superbonus 110% era stato già affrontato dal direttore dell’Inl nell’intervista concessa a ItaliaOggi il 12 gennaio scorso, poco dopo il suo insediamento: «Si sono viste impalcature sorte dalla sera alla mattina non conformi alle norme, assai precise, sui ponteggi. Dalle verifiche, inoltre, è emerso che c’è stato tanto bisogno di manodopera, talvolta irregolare, reclutata in fretta per terminare presto i lavori», aveva detto, pronunciando parole adesso confermate dai numeri dell’azione ispettiva.

In vista, poi, c’è un rafforzamento del personale: «È dal 1978 che non reclutavamo tecnici e figure professionali adeguate, mentre ora stiamo assumendo circa 1.174 ingegneri», con l’intento, «almeno dal 2024», di poter mettere in campo forze adeguate per contrastare l’occupazione irregolare, ha annunciato, infine, Pennesi.

https://www.italiaoggi.it/news/in-edilizia-irregolare-il-93-delle-imprese-2597300